Operette

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Operette. Non è una mostra, non è una performance, non è una raccolta di poesie e
non è... una collezione di opere piccole.

Operette è un’IDEA.

operetteI quadri sono presentati insieme alla loro riproduzione fotografica su un catalogo: 100 dipinti selezionati e cento riproduzioni in scala 1:1, 24x18 centimetri, pubblicate insieme per dar forma ad un unico grande progetto.
Ogni singola opera è personalizzata da un titolo.


L’aspetto concettuale dell’opera trova dei riferimenti storici ben precisi.
Già Magritte dipinse nel 1929 un quadro raffigurante una pipa affidando al titolo
“Ceci n’est pas une pipe”
, il compito di svelare la vera natura dell’opera, cioè a dire che è la operetterappresentazione dell’oggetto e in quanto tale non è l’oggetto stesso.

L’artista concettuale americano Joseph Kosuth in “One and three chairs” (1965) presentò una sedia insieme alla sua riproduzione fotografica in scala uno a uno e alla definizione di sedia tratta dal vocabolario: i tre elementi evidenziano le differenze tra originale, riproduzione e linguaggio.


Nel 1968 si inaugura a New York "Earthworks" la prima mostra della Land Art.
operetteGli artisti: Smithson, Heizer, Oppenheim, Long e De Maria, operano nei grandi spazi del territorio americano, deserti, laghi salati ed altro, modificando il paesaggio, attraverso interventi personali: sbancamenti e spostamenti di cumuli di terra, realizzati con l'aiuto di macchine per grandi scavi.
Questi lavori, costosi ed invendibili, vengono presentati in galleria per mezzo di progetti e documenti fotografici che a loro volta rivestono lo status di "Opere".


Negli anni ‘60-’70 Performance, Happening e Body Art erano documentate da foto e filmati,
avveniva così che ciò che rimaneva dell’opera d’arte originale era il materiale documentario,operette
che si caricava di importanza fondamentale come memoria oggettiva dell’opera stessa.
"5-31-january" (1969) è una mostra organizzata a New York da un gruppo di artisti concettuali (Weiner, Kosuth, Barry ed altri) l'esposizione dei lavori è sostituita dal materiale in catalogo.


OperetteL’artista italiano Gino De Dominicis invece non attribuì alla fotografia alcun valore documentale o pubblicitario, arrivando a non far riprodurre le sue opere né a pubblicare mai un catalogo.
Gli artisti che identificano l'Arte con la Vita esprimendosi per mezzo di azioni di carattere teatrale e comportamentale o altri artisti che considerano la pura idea come forma di espressione artistica, non sono interessati a produrre oggetti tradizionali come quadri o sculture.


OperetteIl materiale documentario riveste così la funzione primaria di Opera d'Arte e oggetto di mercato.
Nel caso di questo mio progetto le foto dei quadri non vanno considerate come documentative ma assumono anch’esse ruolo di Opera d’Arte - e quindi autonome nei confronti dell’opera originale -.

Così le ho pensate, personalizzate e rese originali con un particolare taglio di luce, per esaltarne la definizione come nell’opera originale.

Come un “Ready-Made"